Museo Diffuso

Attraversa

Un viaggio alla scoperta delle radici di Tirano: attraversa le tappe fondamentali che hanno segnato la storia del territorio.


Dal MET si può vedere la piccola chiesetta di S. Perpetua, situata a picco su una roccia. La data di fondazione è incerta, ma potrebbe risalire al VI-VII secolo. Nel 1237 era legata al monastero di San Romerio in Valposchiavo. Nel medioevo, S. Perpetua ospitava una comunità di conversi agostiniani che offrivano ospitalità ai viandanti sulla via del Bernina. L’attività monastica terminò nel 1517 e i beni furono devoluti al Santuario di Madonna di Tirano. Nel 2020 è stata inclusa tra i luoghi del cuore FAI.


Le mura, volute nel XV secolo da Ludovico il Moro, avevano porte d’ingresso secondo la direzione. Ad oggi, camminando per il centro storico, sono ancora visibili tratti delle antiche mura sforzesche, le porte della città, orientate in base alle direzioni (porta Milanese, porta Poschiavina, parte di porta Bormina) e i ruderi del castello di Santa Maria, detto Castellaccio. Le fortificazioni della città furono smantellate quasi interamente durante il dominio grigionese.


Fin dall’Impero Romano si produceva vino dalla retica vite, ma le prime testimonianze scritte della viticoltura valtellinese risalgono al IX secolo, durante il dominio longobardo. Nel medioevo, la coltivazione prosperò, come testimonia Leonardo Da Vinci. Nel 1512, con il passaggio della giurisdizione alle Tre Leghe, la viticoltura ricevette nuovo impulso grazie alla costruzione di terrazzamenti.


Fin dall’Impero Romano si produceva vino dalla retica vite, ma le prime testimonianze scritte della viticoltura valtellinese risalgono al IX secolo, durante il dominio longobardo. Nel medioevo, la coltivazione prosperò, come testimonia Leonardo Da Vinci. Nel 1512, con il passaggio della giurisdizione alle Tre Leghe, la viticoltura ricevette nuovo impulso grazie alla costruzione di terrazzamenti.


Il 2 settembre 1861, la Provincia approva la proposta del governatore Luigi Torelli di creare vivai di ciliegio montano per prevenire frane e smottamenti. Gli abitanti della Valtellina hanno sempre trasformato il territorio con fatica e perizia. Ancora oggi, oltre ai vigneti terrazzati, si possono ammirare i centenari ciliegi in fiore del Governatore Torelli, morto nel 1887.


Il 29 giugno del 1902 fu inaugurata la Ferrovia Sondrio-Tirano, collegando le due città valtellinesi. Nel 1907, la Ferrovia Retica completò il suo tratto da Tirano a St. Moritz, creando una connessione vitale tra la Valtellina e il cuore delle Alpi svizzere. Entrambe queste ferrovie hanno svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo economico e turistico della regione, aprendo nuove opportunità di trasporto e facilitando gli scambi commerciali e culturali.


La Valtellina ha una lunga storia di migrazioni. Nel 1912 è stato istituito a Tirano un ufficio del lavoro e dell’emigrazione, a testimonianza dell’importanza del fenomeno per il territorio. La pressione demografica, la mancanza di terreno e l’isolamento commerciale furono la causa di queste migrazioni. Dall’unità d’Italia al dopoguerra, molti emigrarono in Svizzera, Argentina, Stati Uniti e soprattutto in Australia, dove i tiranesi costituirono il gruppo più numeroso di emigranti italiani. Un monumento dedicato a loro si trova vicino alla Biblioteca.

Per maggiori informazioni sul fenomeno migratorio in Valtellina visita: https://www.emigrazionevaltellinese.it/ 


Il contrabbando in Valtellina, radicato nelle sfide politiche ed economiche, iniziò durante la dominazione spagnola e raggiunge un momenti di massima diffusione a partire dal 1960. Considerato “eroico”, sia per chi sfidava le leggi doganali, sia per chi le difendeva, il fenomeno del contrabbando ha caratterizzato per molti anni la vita dei valligiani.  Nonostante le leggi severe, il contrabbando persiste, dimostrando la sua resilienza nella storia della regione.


Nell’estate del 1987, un’imponente alluvione colpì la Valtellina, causando diversi morti, migliaia di sfollati e ingenti danni. A Tirano, il 18 luglio 1987, l’Adda e il Poschiavino travolsero la città, costringendo gli abitanti a evacuare per paura della rottura dello sbarramento del lago di S.Antonio. L’emergenza si concluse dopo quasi due mesi e gli abitanti poterono finalmente tornare alle loro case.

Alluvione Madonna di Tirano
Alluvione Piazza Cavour

Tirano è famosa come punto di partenza e arrivo del Trenino Rosso del Bernina, Patrimonio Mondiale Unesco dal 2008. Questo viaggio unico nel suo genere offre oltre 100 anni di storia, attraversando vigneti, valli alpine e ghiacciai. La linea collega Tirano a St. Moritz, passando per l’Ospizio Bernina. Nel 2008, Tirano è entrata a far parte delle Città Slow per la salvaguardia delle tradizioni e dei valori del vivere lento. Dal 2010 è anche designata come Città del Vino.